Recensioni

Diario

un’introspezione schietta, audace, profonda che ti prende per mano ed invita a fare altrettanto. Poi, come con i libri gialli, sono andata a leggere le ultime pagine, non per scoprire il colpevole (non ci sono proprio dubbi sugli assassini: Etty muore ad Auschwitz e con lei tutta la sua famiglia!) ma per ascoltare la voce di una donna di 29 anni, che dice “In me non c’è un poeta, in me c’è un pezzetto di Dio che potrebbe farsi poeta. In un campo [di concentramento] deve pur esserci un poeta, che da poeta viva anche quella vita e la sappia cantare”.

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