Recensioni

Atti osceni in luogo privato

come se fossero parallele su cui eseguire un volteggio per atterrare sul morbido e ricevere la mia (sua) dose di applausi.

Che cosa potevo aspettarmi da un giovane protagonista di nome Libero, sguardo ingenuo anche quando è offuscato dagli ormoni dell’adolescenza, e aspetto da piccolo principe di Saint-Exupéry? Un racconto di formazione che non è mai catartico ma intessuto di un'attività sessuale intensa e monotona; la santificazione del padre e della madre che permette solo di riproporre con inconsulto entusiasmo una vita “fotocopia” in chiusura di romanzo; un orizzonte di libertà delineato dai maestri di vita indicati – tra gli altri – in Camus e Buzzati, e sempre eluso.

Tuttavia è proprio l’amore per la letteratura e per i grandi scrittori, di cui offre titoli e suggestioni, che mi ha fatto apprezzare il romanzo di Missiroli e l’intuizione che con "atti osceni in luogo privato" egli non si riferisca allo sdoganamento dei pompini esplicitamente citati fin dalle prime pagine, bensì all’atto della scrittura (e lettura) che può liberare da ogni dipendenza, proprio come accade a Libero che, avido lettore, diventa scrittore. 

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