Il Bookcounseling non ha bibbie di riferimento.


Preziose, e in molti casi suggestive, sono le pagine regalateci da scrittori, studiosi e critici sulla loro esperienza di lettori.

 

Segnalo quattro dei miei saggi preferiti.

M. Petit, Elogio della lettura, Ponte alle Grazie, 2010

Michèle Petit è un’antropologa francese che, libera da certezze e pregiudizi (“ma perché leggere dovrebbe essere un bene?”), ha studiato sul campo i lettori, come se fossero una popolazione primitiva registrandone le parole e le esperienze, “perché a leggere, a volte, si disimpara dopo la scuola”.

Nessuna nota, nessuna regola per una lettura lenta; solo l’acuta osservazione di una società che incensa  le virtù della lettura avendo perso il tempo e i modi per osservarle.

D. Mikics, Slow Reading, Garzanti, 2015

Questo professore americano di letteratura inglese propone quattordici regole per leggere con lentezza nell’epoca della fretta.

Mikics racconta: “Quando abbiamo tempo libero a disposizione, la rete è sempre pronta a rubarcelo con novità da farci leggere, e dopo un’ora o due di navigazione la sensazione comune è di non avere concluso nulla. C’è un modo migliore di impiegare quel tempo: leggere per profondo piacere piuttosto che per il veloce diversivo usa e getta che ci propina il web.”

E conclude: “Chi ha più il tempo di perdersi in un romanzo lungo? Mi viene chiesto più volte. La risposta è semplice: io ho il tempo, e ce l’ha chiunque decida di averlo.” Se Mikics vi ha stuzzicato, concedetevi un corso di bookcounseling per scoprire quali sono  le vostre regole. E poi sprofondate nella lettura di un buon romanzo.

M. Cavalli, Sette note sulla lettura, Colla editore, 2010

Avete presente quello sguardo, concentrato e smarrito insieme? E’ lo sguardo di chi ascolta un racconto, una storia che gli provoca risonanze interiori in luoghi dell'anima che non sa di avere. E’ lo sguardo di chi si stupisce e chiede ancora tempo, e altre storie. E' lo sguardo di Hanna (l'attrice Kate Winslet, premio Oscar per l'interpretazione) in una delle scene più intense del film "The Reader", mentre ascolta il giovane Michael leggere per lei ad alta voce un romanzo.

Ed è l'immagine di copertina del libro di Cavalli. Uno che scrive: "Io leggo, punto. Il perché e gli affinché ce li mette il lettore coatto al mio posto". Una partenza così bruciante non poteva che incendiarmi e diventare il mio punto di ispirazione per ogni riflessione sull’arte di leggere letteratura, di cui Cavalli racconta il piacere per oltre centosettanta pagine modulando non una ma sette note più sette, del tutto dissonanti rispetto al “leggere al ritmo di internet”.

E. Berthoud e S. Elderkin, Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno, Palermo, Sellerio, 2016 (ed. riveduta e aumentata)

E’ un prontuario che raccoglie i consigli di lettura di Ella Berthoud e Susan Elderkin, esperte lettrici e collaboratrici della School of Life di Londra per la sezione biblioterapia. L’edizione italiana è stata curata da Fabio Stassi, che, oltre alla prefazione, ha scritto ex novo le schede che si riferiscono a titoli di autori italiani.

La consultazione del manuale è semplice - le malattie sia fisiche che psicologiche  sono in ordine alfabetico - e i frequenti rinvii a voci simili (esempio: “Balbuzie, vedi anche Timidezza”) permettono di orientarsi nei meandri labirintici della letteratura mondiale, fornendo, se lo si desidera, un filo di Arianna. Gli ingredienti che ne hanno fatto un bestseller? Una buona dose di umorismo, serietà q.b., un pizzico di pubblicità e soprattutto molte riflessioni e suggestioni letterarie ben condite.

Sei interessato a partecipare a un corso sul piacere di leggere? Scrivimi, oppure chiedi alla tua biblioteca preferita di contattarmi per organizzarne uno.