Il diario. Booklist 2022


Tenere un diario delle proprie letture in ordine cronologico - e non alfabetico per titolo o autore - è uno dei suggerimenti che do a qualche lettrice o lettore durante i colloqui di bookcounseling.

Non è per tutti. Per esempio, può essere utile per chi “divora” i libri in modo compulsivo: è un modo per rallentare la lettura, per “trovare” libri che lascino una traccia in noi e per offrirci la possibilità di seguire questa traccia.

Si può anche scegliere un momento dell’anno – significativo e diverso per ciascuno di noi - e annotare sul quaderno delle letture speciali:

  • un libro che mi fa stare bene con me stessa
  • un libro che mi aiuta a star bene con gli altri
  • un libro che mi ha aiutato a superare una situazione difficile.

Alcuni titoli cambieranno, altri rimarranno gli stessi anno dopo anno…

 

Ecco la mia short list a giugno 2022:

UN LIBRO PER STAR BENE CON SE STESSI

La scrittura deliziosamente ironica dell’ottantanovenne Diana Athill, editor inglese, mi parla senza falsi pudori di una vecchiaia dove il sesso e la narrativa perdono ogni appeal, mentre una curiosità sempre viva spinge leggero lo sguardo “da qualche parte verso la fine”.

Insieme al romanzo di Vita Sackville-West, Ogni passione spenta, è la fonte alla quale attingo forza d'animo e lucidità d'intenti per
tenere saldo il timone di un’esistenza declinata al femminile che sceglie di rinunciare alla debolezza quale strumento di sopraffazione.

UN LIBRO PER STAR BENE CON GLI ALTRI

Un fiabaromanzo che mi ha restituito uno sguardo naif sulla vita e il desiderio di coniare parole nuove come tristallegra per raccontare, a chi vuole ascoltare, come mi sento dopo avere conosciuto Luise, Selma, l’ottico innamorato e gli abitanti di un paesino del Westerwald.

E poi tutti insieme ci metteremo in viaggio per scoprire se l’okapi è un zebraffa che vive in Africa o solo nei sogni di Selma.

Un libro che mi ha aiutato a stare bene dopo un periodo difficile

Il mio primo libro di Krishnamurti: i suoi insegnamenti espressi nei discorsi pubblici, nei dialoghi e nelle lettere.


Se la prima volta che lo presi tra le mani fui colpita dalla parola “liberazione”, nelle letture che seguirono mi è sembrato altrettanto importante prestare attenzione a “verso”, perché forse il viaggio – anche il più impervio - è più interessante della meta.

 

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