Diario di lettura 2025


Tenere un diario delle proprie letture in ordine cronologico, diversamente dall'ordine alfabetico per titolo, è uno dei suggerimenti che do a qualche lettrice o lettore durante i colloqui di Bookcounseling.

Non è un consiglio per tutti: può essere utile per chi divora i libri in modo compulsivo. E' un modo per rallentare la lettura, per trovare libri che lascino una traccia in noi e per offrirci la possibilità di seguire questa traccia.

Si può anche scegliere un momento dell’anno – significativo e diverso per ciascuno di noi - e annotare sul quaderno delle letture:

  • un libro che mi fa stare bene con me stessa
  • un libro che mi aiuta a star bene con gli altri
  • un libro che mi ha aiutato/aiuta a superare una situazione difficile.

Scopriremo che alcuni titoli cambieranno, altri rimarranno gli stessi anno dopo anno…

 

Ecco la mia lista a giugno 2025:

UN LIBRO PER STAR BENE CON SE STESSE E CON GLI ALTRI

Questo libro me lo ha messo tra le mani proprio Manuela dopo aver partecipato a un mio laboratorio, con una dedica "a J. che nelle pagine dei libri trova parole che aiutano a tenersi cucita la vita". Di Manuela arriva immediata l'energia del sorriso, un sorriso dolce e forte insieme, proprio come la sua storia, che ho letto più tardi nel silenzio della mia casa.

Quando una persona così ti racconta di Emma, dei centottanta giorni del "dopo cure", della casa color caffelatte ereditata dalla nonna, dell'olmo che ha radici e fronde che sanno accogliere, ciò che è vita - la sua essenza - permea ogni pagina.

Ma la sorpresa più bella è la scrittura: semplice, cristallina, poetica. Un balsamo, una lettura che cura.

UN LIBRO CHE TURBA E ACQUIETA

Colette si sveglia prestissimo per scrivere, per "sorprendere l'alba rossa" in quella Provenza dove ogni mattina porta in sé la possibilità di una rinascita. La nascita del giorno (1928) è il rituale quotidiano di una donna che ha imparato a incontrare se stessa nelle ore più silenziose, quando il mondo ancora dorme e i desideri possono finalmente dirsi senza essere giudicati.

Colette fa i conti con la solitudine e con le lettere della madre, Sido, che continuano a parlarle dal passato. C'è una malinconia sottile in questo romanzo, perché emerge una verità scomoda e luminosa: possiamo essere felici anche quando questo significa dire di no all'amore che ci viene offerto: "Non accetterò tuttavia il Suo cortese invito, almeno per ora. Ecco perché: il mio cactus rosa dev'essere sul punto di fiorire."

Un libro che mi ha aiutato a stare bene dopo un periodo difficile  e continua a farlo.

Il mio primo libro di Krishnamurti: i suoi insegnamenti espressi nei discorsi pubblici, nei dialoghi e nelle lettere.


Se la prima volta che lo presi tra le mani fui colpita dalla parola “liberazione”, nelle letture che seguirono mi è sembrato altrettanto importante prestare attenzione a “verso”, perché forse il viaggio – anche il più impervio - è più interessante della meta.

 

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